Cappella della Carmine – Pisciotta

Cappella della Carmine – Pisciotta

La Cappella del Carmine si trova a Pisciotta Capoluogo, vicino la piazza principale (Piazza R. Pinto). Più precisamente è la Cappella che, dal Tuvolo, si affaccia sulla Piazza.

La cappella del Carmine è stata costruita nel 1700, per quanto anch’essa provata dagli anni e dagli eventi, ha avuto in questi ultimi tempi una sorte migliore delle altre chiese del Paese. E’ realizzata a forma rettangolare, con un arco trionfale che separa il presbitero dall’aula.

Mentre la Chiesa Madre, vero vanto per Pisciotta grazie alle sue singolari e maestose strutture architettoniche e per un privilegio regale che le consentiva prestigio per tutto il territorio, soffre nel silenzio le brutture della sorte.

Le altre Cappelle che nel Sec. XVIII fiorirono nei punti più disparati del Paese e del vasto circondario, ad esprimere lo stato fervido della fede tanto rinvigorito dagli eventi storici generali di quel secolo, non hanno avuto sorte diversa, chiuse al culto da porte sgangherate, rabberciate alla meglio dalla premura di qualche mano mossa da carità e amore.

Solo la Cappella del Carmine, per un insieme di situazioni favorevoli, è andata assumendo un ruolo di nuovo prestigio, avocando a sé la maggior parte delle cerimonie religiose. Essa, per esser fuori del vecchio plesso urbano e al centro della zona nuova nella quale si svolgono tutte le moderne incombenze, dopo che la gente ha lasciato per sempre il mare e la campagna e il vicolo ha perduto ogni ragione di vita, è stata “promossa a primo rango”.

La Cappella ha una sua “congrega”, istituita fin dal 1858, che accoglieva “fratelli” di estrazione contadina e offriva una valida occasione di incontro per discutere sulle culture e su ogni problema che interessava la campagna. Non c’era festa per il passato in cui non fosse in prima fila la Congrega con le sue mozzette di seta nera e i camici sempre in ordine e freschi di bucato. La Cappella, fino a quando le “compagnie” di fedeli andavano, a piedi, per le montagne fino al Santuario del “Gelbison”, era il punto di raccolta dei partecipanti, che, con i primi canti liturgici, iniziavano l’ascesa sotto il carico delle vettovaglie necessarie per i tre o quattro giorni del pellegrinaggio.

Ora che i vecchi ruoli sono stati cambiati dai tempi e dagli uomini, come la vecchia Chiesa anche la parte antica del Paese hanno ceduto il passo e si son messi da parte. La Cappella del Carmine è in effetti la nuova Parrocchia, che custodisce i registri insieme con i timbri; la Chiesa Madre si fa viva per poco, solo quando si presenta l’occasione di celebrare un matrimonio, un battesimo o un funerale, cioè quando, per solennizzare il rito, si ha bisogno di più grandi spazi. E la Cappella del Carmine si trova in mezzo a tutte le novità.

Da essa ha inizio il viaggio per il mondo e dal suo Altare viene la “predica” turistica che stimola a partecipare a queste nuove forme di “pellegrinaggio”. Giovani e anziani aderiscono di buon grado a queste iniziative.

Il Parroco che in passato accompagnava i gruppi di fedeli che scioglievano i loro voti, salendo a piedi dalla Montagna Sacra, ora è diventato una vera e propria guida turistica ed è il primo a prendere posto su ogni mezzo che parte dalla Piazza.

Dalla Montagna si tornava nei vicoli, rianimati nello spirito, sotto il carico di erba santa e con le coroncine del Rosario da regalare alle nonne del vicolo e, ben stretta, in un grosso fazzoletto, una manciata di “neve”, dono inatteso per il ragazzo che aspettava il rientro della giovane mamma per il piacere di godersi una “granita” inzuppata di “vino cotto”, prima di andare a letto.

Ora, invece, dalle gite si torna ricchi di tante esperienze, magari piuttosto distratti dalle emozioni, ma ognuno si sente soddisfatto per le foto-ricordo scattate in qualche piazza, ai piedi di una fontana, con tutta la comitiva attorno al Parroco-guida, che ben volentieri ha rinnovato il suo Ministero, adeguandolo ai tempi e alle esigenze.

Purtroppo queste tradizioni sono quasi scomparse, ma restano comunque indelebili nelle memorie delle persone più anziane, che con passione le tramandano alle nuove generazioni. Del resto c’è ancora qualcuno che porta avanti queste usanze.

Oggi la Cappella del Carmine viene utilizzata quasi come la Chiesa principale di un paese: celebrazioni, riti, festeggiamenti, cerimonie e processioni in onore alla Madonna del Carmine.

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