Il Monte Cervati

Il Monte Cervati

L’area Sud-orientale è caratterizzata dalla presenza della vetta più alta della Campania, cuore e tetto del Parco: il Monte Cervati (1898 m) che imprime una fisionomia “montana” a tutto il territorio circostante.

Il Cilento è un’area geografica pressoché collinare/montuosa, e il Monte Cervati, o Massiccio del Cervati, ne rappresenta l’esempio più importante.

E’ questa l’area forse più ricca di wilderness con le sue estese e vetuste foreste di faggio, con il suo sistema di doline contornate da aridi pascoli rocciosi che caratterizzano la zona cacuminale della montagna.

Dalle scoscese greti e strapiombi del crinale a Nord si gode una magnifica vista dell’intero Vallo di Diano e, tra le rupi, si apre una piccola rotta ove viene custodita la Madonna della Neve, meta di pellegrinaggio degli abitanti dei centri posti ai piedi del Monte. 

Tutto attorno alzano vette “minori”: il Mercuri (1788 m), il Faiatella (1710 m), il Vivo (1538 m), Il Cerasulo (1400 m), lo Scanno del Tesoro (1348 m), le cui falde sono rivestite da faggeti che si fondono, verso le quote più basse, con boschi più termofili dominati da Querce, Aceri, Ontano napoletano e molte altre specie arboree tra le quali l’endemico Acero di Lobel, diffuso anche in altre località del Parco Nazionale.

Anche in questa area il fenomeno erosivo dell’acqua sulla roccia calcarea ha creato forre, inghiottitoi molto profondi come quello in cui scompare il fiume Bussento, quello di Vallivona e, alle falde del Monte Cavallo, la suggestiva Grava di Vesalo. Tra le valli, sulle colline e sui fianchi dei monti piccoli centri che si integrano con le rupi o si arroccano sul bordo di strapiombi.

I territori montani, in particolare quello del Monte Cervati e quelli delle zone vicine, sono l’ideale per escursioni e passeggiate, immersi nella natura incontaminata. E se siete amanti del trekking non perdete questa esperienza!

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