Arroccata su una collina che domina la Valle del Calore, alle porte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Roccadaspide è un borgo dove la pietra dei vicoli profuma di fumo di legna, olio buono e tradizioni mai interrotte.
Se vi state chiedendo cosa mangiare in questo scorcio autentico di Campania, la risposta sta in una cucina antica, fiera del suo isolamento montano, che ha saputo elevare ingredienti poverissimi a patrimonio gastronomico.
Il Piatto Iconico: Lagane e Ceci roccas there
Se c’è un profumo che definisce la domenica a Roccadaspide, è quello delle Lagane e Ceci. Non chiamatele lasagne e non scambiatele per una normale pasta e fagioli: qui parliamo di un rituale.
Le lagane sono le antenate della pasta moderna, citate persino dal poeta latino Orazio. Si tratta di strisce di pasta spesse e larghe (circa 2-3 cm), fatte rigorosamente a mano impastando solo due ingredienti: semola di grano duro e acqua. Niente uova, come imponeva la tradizione contadina.
Il segreto della versione locale risiede nella cottura e nella consistenza:
- I Ceci: Spesso si utilizzano i piccoli e saporiti ceci locali o della vicina Cicerale, lasciati a cuocere lentamente nel pignatiello (la pentola di terracotta) con aglio, un filo d’olio extravergine d’oliva delle colline cilentane e un rametto di rosmarino.
- L’Amalgama: Le lagane vengono calate direttamente nella pentola con i ceci. La pasta rilascia il suo amido, creando una consistenza unica che i cilentani definiscono “azzeccata” (cremosa e densa, assolutamente non brodosa). Il tocco finale? Un pizzico di peperoncino piccante e un filo d’olio a crudo.
Gli altri tesori di Roccadaspide
Oltre al celebre binomio di pasta e legumi, la tavola rocchese offre eccellenze uniche:
- La Castagna di Roccadaspide IGP: È la regina incontestata del territorio. Una castagna dolce, dalla polpa consistente, perfetta per le brufate (le caldarroste) o trasformata in marron glacé e marmellate.
- I Salumi e i Formaggi: Salsicce sott’olio, soppressate cilentane e la squisita scamorza appassita.
- Il Vino: Il territorio è generoso di vitigni autoctoni; un calice di Aglianico o di Cilento DOC è il compagno ideale per la robustezza dei piatti locali.
Dove trovare i prodotti tipici e dove mangiare
Per assaporare la vera cucina di Roccadaspide e portarne un pezzo a casa, bisogna affidarsi ai custodi del territorio: agriturismi, trattorie e piccoli laboratori artigianali.
Dove Mangiare (Trattorie e Agriturismi)
Per gustare un piatto di Lagane e Ceci cucinato secondo la ricetta della nonna, la scelta migliore è spostarsi di pochi minuti dal centro storico verso la campagna circostante, dove la filosofia “dal produttore alla tavola” è realtà:
- Casina del Principe: Immerso nel verde, è il luogo ideale per riscoprire i primi piatti della tradizione cilentana, le carni alla brace e gli antipasti ricchi di sott’oli artigianali.
- Casa Gasparro – Agri Resort del Cilento: Un agriturismo autentico dove i prodotti arrivano direttamente dall’orto e le lagane vengono tirate a mano la mattina stessa.
- A’ Taverna di Ulisse: Situata in paese, offre un’atmosfera conviviale e piatti che fondono la tradizione della braceria con i primi tipici del territorio.
Dove Comprare i Prodotti Tipici
Non lasciate Roccadaspide a mani vuote. Ecco dove scovare le materie prime autentiche:
- I Panifici Locali (come il Panificio Barrella): Qui potete acquistare i biscotti di grano, le freselle e i taralli intrecciati, ideali da inzuppare nell’olio o da accompagnare ai ceci.
- Macellerie e Salumifici del Borgo: Nei piccoli negozi del centro storico è possibile trovare la vera soppressata cilentana e le salsicce artigianali conservate sotto sugna o sott’olio.
- Le Aziende Agricole Locali: Durante l’autunno, acquistate le castagne IGP direttamente dai produttori locali o nei mercatini del centro. Per i ceci e l’olio EVO, le piccole cooperative agricole della zona della Valle del Calore offrono la garanzia della filiera corta.
Roccadaspide non offre una cucina da fast-food; richiede tempo, lo stesso tempo necessario per far cuocere i legumi nella terracotta o per stendere la sfoglia sul legno. Ma il primo boccone vi ripagherà del viaggio.