Cosa fare a Laurito, un paese che si trova nella zona meridionale della Provincia di Salerno. Ma anche per buona parte nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Laurito è un Comune autonomo, non ha frazioni, ma diverse località. Pochi abitanti, poco più di 750. Si trova nella zona interna del Cilento, in altre parole tra la zona collinare e montana.

La prima notizia di Laurito si ritrova in un documento del 947. Guglielmo, figlio del fu Ragiberto, vende la quarta parte dei suoi beni “in loco Laurito” alla Chiesa di Santa Maria di Salernoper 24 tarì d’oro.

Alcuni storici affermano che nel 1294 era posseduto da Calas Rael che lo divise poi tra i figli. Nel 1934 erano signori del villaggio Ruggero di Laurito e il nipote Jaquinuccio. Già dal 1352 inizia il dominio dei Sanseverino sulla baronia, avendola concessa a Giovanni di Monforte, loro feudatario.

Laurito ebbe un periodo di sviluppo economico nel medioevo. Il feudo fu concesso da Roberto il Guiscardo ad uno dei suoi cavalieri. Con lo scopo di controllare il territorio con l’aiuto dei Castelli di Rofrano e di Alfano.

Dal 1811 al 1860 è risultato capoluogo dell’omonomo circondario appartenente al distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al circondario di Vallo della Lucania.

Ma cosa fare a Laurito?

Ci sono tanti beni architettonici. La Chiesa San Filippo d’Agira, Palazzo Baronale Speranza, Portali in pietra (di ornamento in vari edifici nel centro storico), Torre (in località Forranea). E ancora la Chiesa S. Giovanni Battista, quella Madonna del Carmine, Chiesa di S. Maria. E infine Chiesa Madonna del Cielo. Ci sarebbe ancora qualcosa, per esempio il vecchio mulino, i vicoletti e il centro storico. Ci sono anche alcuni musei molto particolari: il museo del ferro battuto e quello del macinino del caffè.

Vediamo qualcosa di più in merito alla Chiesa San Filippo d’Agira. Essa risale al secolo XII. Al suo interno troviamo affreschi d’influenza orientale del 1400 circa e statue di santi. Esiste un organo a canne del 1700 e pala lignea di San Raffaele.

Una cosa da fare a Laurito è sicuramente partecipare alle feste religiose. Sono ancora molto sentite e la popolazione, fremente, si prepara alle ricorrenze. Annoveriamo la Festa di San Filippo (dal 11 al 13 Maggio), la Festa della Madonna del Carmine (primo sabato e domenica dopo il 16 Marzo). E infine la Festa della Madonna del Cielo (il 12 Settembre).

Soprattutto durante la stagione estiva, più propizia per questioni meteorologiche, si organizzano eventi, sagre, manifestazioni, fiere. Il carattere di tali eventi è più che altro popolare.

Laurito sorge ai piedi del Monte Fulgenti, nell’alta valle del fiume Mingardo, poco distante da Torre Orsaia, Camerota, Scario ed altri centri balneari.

Cosa fare a Laurito? Sicuramente si può andare a mare per passare le lunghe giornate estive in spiaggia. Le più vicine distano circa 30 minuti di auto.

Ma la conformazione del territorio non esula dal trekking e da passeggiate, immersi nella natura incontaminata del Parco.

Tra i boschi di castagno, interrotti dai piccoli affluenti del fiume Mingardo, con la possibilità di poter ammirare resti di vecchi mulini. I turisti amanti dell’arte e della cultura cilentana si possono barcamenare nell’itinerario storico artistico che dal centro storico del paese si prolunga attraverso i vicoletti che riservano elementi storici e artistici.

Il percorso trova il suo culmine nella visita della Cappella Gentilizia della famiglia Monforte, inclusa nella chiesa di San Filippo D’Agira.E’ stata creata per l’assistenza ai turisti una struttura all’interno della vecchia scuola elementare, denominata “Casa Natura” che si propone come centro per lo sviluppo sostenibile confortando i turisti in escursioni, in attività culturali.A Laurito il 16 luglio si svolge la fiera della Maddalena, di origini molto antiche, cosi come testimoniato nel 1700 dall’abate Francesco Sacco, nel suo dizionario del Regno di Napoli. Altri eventi vengono organizzati tra cui il Carnevale, La notte dei Briganti, la fiera del Pianello e la fiera della Maddalena.

Prima di salutarvi, un ultimo consiglio. Non andate via prima di aver provato una delle tante tipicità locali. Grandi tradizioni culinarie e prodotti tipici d’eccellenza. Come del resto tutto il territorio cilentano.

I prodotti tipici più importanti sono senz’altro la castagna. Ma anche la pasta fatta in casa, carne “ruspante” (pollo, agnello e capretto). Il miele, l’olio di oliva, frutta e ortaggi … buon appetito!!!

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