Ascea e la sua storia

In questo articolo vogliamo approfondire alcuni concetti in merito ad Ascea e alla sua storia.

Il territorio di Elea-Velia, oggi Ascea, fu abitato fin dal Neolitico e colonizzato dai Focesi. Mentre la sua fondazione fu voluta dall’oracolo di Delfi. Mezzo secolo prima della nascita di Cristo Elea-Velia era già una stazione climatica conosciuta. Dove nacque, inoltre, la Scuola Filosofica Eleatica.

In questi luoghi soggiornò a lungo anche Senofante di Colofone. Il longevo filosofo che mise in contrapposizione la religione popolare politeistica con la concezione teologica dell’unità di Dio. Elea-Velia fu poi la sede della Scuola Medica Eleatica, che molti secoli dopo diede origine alla famosa Scuola Medica Salernitana.

Ascea e la sua storia, vediamo qualche altra particolarità.

Cicerone apprezzò le cure termali di Elea-Velia, i cui prodigi, come narra la leggenda, avevano guarito Augusto tornato all’Oriente. Mentre Orazio in quegli stessi luoghi guarì da una quasi totale cecità.

All’inizio la città sorge su due porti, uno a Nord ed uno a Sud. I Focei utilizzano il porto a Sud. Mentre i Sibariti, la popolazione autoctona, utilizza quello a Nord. Quest’ultimo porto era chiamato “le case della notte” perché situato in una zona sempre in ombra. I due porti sono uniti da una strada denominata “la via del Nume”, divisa in due parti. “La via della notte” il tratto a Nord, “la via del giorno” il tratto a Sud.

I rapporti fra le due popolazioni diventano tesi quando i Sibariti rifiutano l’amicizia con la città di Crotone. Amicizia che invece viene stretta dai Focei, i quali dividono con una porta le due parti della città quando i Sibariti decidono di attuare una secessione. Ma la minaccia di invasione da parte dei Siracusani fa sì che i Sibariti premano per riunire la città in un’unica grande forza da opporre al nemico.

Prevale la spinta unitaria. E così viene incaricato il saggio Parmenide di occuparsi delle trattative. Riunite le due fazioni, per suggellare l’unità di Velia, Parmenide attraversa la “via del Nume” su un cocchio trainato da cavalle. Parmenide, in seguito all’impresa, diviene legislatore e primo cittadino di Vele. E la governa fino alla morte. Mette per iscritto le sue gesta componendo un poema, il cui inizio è proprio la traversata della “via del Nume”, alla fine della quale la dea Giustizia gli detta personalmente le leggi da applicare alla città. Nei secoli successivi, ripetute inondazioni ed i saccheggi dell’esercito longobardo causarono un forte spopolamento di una parte della città. Che, unitamente con seicento anni di feudalesimo, segneranno le future vicende di Ascea.

Ascea e la sua storia più recente. Sei secoli di feudalesimo, caratterizzati da numerosi passaggi di testimone, non concederanno mai più, alla storica città, un ritorno agli antichi splendori. Per approfondire l’argomento leggi anche Ascea – Profilo storico.

Oggi Ascea e Marina di Ascea si sono sviluppati come paesi ad alta vocazione turistica.

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