Monumenti e chiese a Gioi

Monumenti e chiese a Gioi, un borgo medievale di Cilento che si trova su un colle posto a 685 metri sul livello del mare. Ed ha una posizione dominante sulla media valle dell’Alento. Da dove si vede anche il mare antistante la torre angioina di velia, ma anche parte della costa di Agropoli.

Monumenti e chiese a Gioi, ecco un rapido elenco delle cose da vedere.

Ruderi del Castello normanno e Cinta muraria. Palazzi baronali: Reielli, Conti, Salati, De Marco.
Nondimeno la Porta “dei Leoni” (antica porta di accesso alla città) e Convento di San Francesco XIV secolo.
E poi le Chiese di San Nicola, di Sant’Eustachio e di Santa Maria della Porta.

Anche la frazione Cardile merita di essere visitata. La chiesa di San Giovanni Battista e il palazzo Baronale dei fratelli Riccio. Nondimeno emozionanti sono i sentieri naturalistici e Cardile in miniatura.

Monumenti e chiese a Gioi. Vediamo la Chiesa di San Eustachio (Patronale).

La Chiesa di San Eustachio risale al XIV secolo. Immersa nel centro storico del paese la chiesa è certamente la più grande e antica di Gioi. E’ famosa soprattutto per il suo organo che risale al 1733 costruito da Zaccaria Pinto. Tuttavia è possibile ammirare affreschi e statue di sicuro interesse storico-artistico.

Monumenti e chiese a Gioi. Vediamo la Chiesa di San Nicola.

La Chiesa di San Nicola si trova tra i vicoli del piccolo borgo di Gioi. Risalente al XIV secolo la chiesa è costituita da tre navate con altare maggiore, di marmo ricco e pregevole, trasportato dalla chiesa di San Giacomo apostolo. In particolare quando nel 1814 fu soppresso il monastero a cui apparteneva.

Monumenti e chiese a Gioi. Ecco il Convento di San Francesco.

La comunità di Gioi, sotto il pontificato di Paolo II che emanò la bolla di fondazione diretta al vescovo di Capaccio il 13 giugno 1466, costruì in convento. A spese dell’università e con il contributo del popolo. Fu posizionato nel sito di una precedente cappella chiamata di S. Giovanni Battista.

Il 13 ottobre del 1466 alla presenza di tutta la popolazione, di P. Fra Michele de Bonohomine dello stesso vescovo di Capaccio Mons. Francesco Conti e di 40 frati, fu piantata la croce. E si diede così inizio alla costruzione del convento che terminò non molti anni più tardi.

Nel 1575 la Provincia di Terra di Lavoro venne divisa in 2. Ed alla nuova Provincia di Principato furono assegnati 29 conventi tra cui quello di Gioi.
Al convento di San francesco appartenevano 4 ospizi: Campora, Pattano, Stio e Sala di Gioi.

Gli ospizi erano piccole abitazioni che servivano come appoggio ai fratelli questuanti quando nei periodi di elemosina non potevano ritornare in convento per la notte.

Il complesso conventuale presentava in origine le stesse caratteristiche di altri fabbricati del ‘400 ispirati alla semplicità ed alla povertà della regola di San Francesco.
In particolare al piano terra la chiesa, il chiostro, il refettorio, la cucina, la dispensa le varie officine ed il giardino. Al piano superiore i dormitori, le celle dei frati ed altri luoghi comuni quali la biblioteca e la stanza della fraternità. Tutto il complesso era avvolto nella clausura tranne la chiesa che era un luogo pubblico e per il culto. La chiesa era molto frequentata dal popolo di Gioi, nonostante fosse situata fuori dalle mura. Ed era scelta da molti abitanti come luogo di sepoltura.

La struttura è esposta ad oriente e preceduta da un atrio voltato ed affrescato E’ costituita da una navata maggiore (cappella di San Francesco). E da una navata minore sulla destra rispetto all’ingresso principale (cappella di Santa Maria del Soccorso). Il Coro è situato dietro l’altare maggiore ed era usato dai frati durante il giorno. In particolare di notte veniva utilizzato il coro sopra l’ingresso della chiesa al quale era più facile accedere direttamente dai dormitori del piano superiore per le preghiere notturne.

Dal coro principale, dietro l’altare maggiore si passa a destra nella sagrestia. E a sinistra, attraversando la torre campanaria, si accede al chiostro.
Quest’ultimo, ancora oggi, mantiene inalterato il suo fascino.

La struttura è a quattro campate a forma quadrata con archi a tutto sesto poggianti su esili colonnine una diversa dall’altra. Inoltre le colonnine poggiano su un basamento continuo che corre tutt’intorno al chiostro con una sola apertura che accede all’area scoperta del pozzo della cisterna grande. Poi ai quattro angoli del chiostro troviamo dei robusti pilastri ottagonali anch’essi poggianti sul basamento continuo. Le volte sono affrescate con scene della vita di San Francesco. Dal chiostro si accedeva al refettorio, alla sala del capitolo alla canava ed al giardino.

Monumenti e chiese a Gioi. La Porta dei Leoni.
Il portale è realizzato in pietra arenaceo-calcarea. E consiste in due steli scanalate e due sculture, poste alla base, raffiguranti due leoni. Inoltre nel sito sono stati rinvenuti i resti (nei pressi della vecchia mulattiera). E invano si è cercato di ritrovare la parte terminale soprastante (architrave).

Tra gli altri è possibile visitare i seguenti monumenti:

Cappella della Madonna della Porta;
Chiesa di San Giovanni Battista;
Ruderi della Cappella di San Salvatore, distrutta nel ‘500 dai Saraceni;
Ponte medioevale;
Cappella della Madonna del Carmine;
Ruderi del Castello sui quali si è ricavato un giardino pubblico;
Cappella di Santa Maria delle Grazie;
Palazzi, Reielli, Conti, Ianniti, De Marco-Salati e Ferri;
Le chiaie;
Cinta muraria.

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