I Boschi del Cilento

I Boschi del Cilento

La parte montuosa e collinare del territorio cilentano è ancora oggi boscosa, per questo i Boschi del Cilento rappresentano uno dei suoi panorami più suggestivi e aree incontaminate.

Secondo stime di qualche decennio fa, i boschi occupavano circa il 30% della superficie totale; poi ci sono stati molti incendi, fatali per le conifere, ma si è anche assistito a notevoli sforzi di rimboschimento e si è operato un più attento controllo sui tagli dei boscaioli.

Nei boschi del Cilento si trovano querce, faggi, ontani, castagni, ornelli, aceri; vi sono inoltre olmi, peri selvatici, ginepri, sorbi, sambuchi, farnie, tassi e molte specie di arbusti, di erbe, di funghi. Nei secoli passati, le zone boscose erano molto più estese e fitte di vegetazione, e favorirono il diffondersi del banditismo, per i facili rifugi che offrivano. Molte località traggono il loro nome da quello delle piante che un tempo ne caratterizzarono la flora.

Nell’antichità classica le selve delle nostre aree interne erano ben note, e anche Virgilio nelle sue Georgiche parla dell’Alburno verde di querce e dei boschi che si stendevano presso il Sele e il Tanagro. L’abbondanza di pascolo, in specie ghiande e castagni, che questi boschi offrivano rese conveniente l’allevamento del bestiame (in prevalenza maiali), che dovette essere ampiamente praticato. Si svilupparono, di conseguenza, particolari tecniche nella lavorazione e nella conservazione delle carni e, in epoca romana, divennero rinomate le salsicce, che venivano confezionate proprio nella regione a cui buona parte dell’attuale provincia di Salerno allora apparteneva, la Lucania: erano considerate tanto tipiche, che, per indicarlo si usava dire semplicemente lucaniche. Si trovano menzionate in grandi autori come Cicerone, Stazio, Marziale, e la ricetta della confezione tramandata da Apicio è molto simile a quella ancora in uso.

Nelle aree pianeggianti e paludose crescevano poi delle macchie (rimangono ancora oggi vari esempi), con lentischi, corbezzoli, mirti, allori, varie asparagacee, asfodeli, felci, ecc.

In primavera vi risaltavano e vi risaltano per i magnifici e numerosissimi fiori rosei, attaccati perfino sui tronchi, i siliquastri.

Una passeggiata tra i boschi resta un’esperienza unica e una completa immersione nella natura, magari portando con se un paniere di vimini. Per fare cosa?!? Ma per riempirlo di funghi!!!

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