Caldarroste del Cilento

Caldarroste del Cilento

Caldarroste del Cilento? Basterà fare una passeggiata in qualche vicoletto di questi fantastici borghi medioevali, imbattersi in una sagra o una degustazione e state sicuri che nel periodo natalizio conoscerete queste grandi sconosciute le “vrule”. Ricetta che viene da lontano, della tradizione, un ingrediente semplice ed economico che raccoglieva le famiglie intorno al fuoco a discutere del più e del meno, raccontandosi, vivendosi senza social ecc, solo con la voglia di stare insieme al caldo, con le castagne e un buon bicchiere di vino novello. Una tradizione presa anche nelle grandi città dove diversi ambulanti offrono ai passanti queste calde delizie in “cuoppi” più o meno artigianali.

Le caldarroste del cilento sono castagne arrostite sulla brace con una particolarissima padella che cambia nome a seconda della zona dove si usa. Quest’utensile presenta dei grossi fori sul fondo permettendo al calore, e a volte anche alla fiamma, di entrare in contatto diretto con le castagne. Saranno perfette accompagnate da un buon vino rosso, esistono varianti al forno, che però vi assicuriamo non hanno lo stesso gusto.

Per preparare le caldarroste del cilento abbiamo bisogno di una lista di ingrediente davvero lunga e angosciosa, sarà difficile trovare tutte queste particolarità. Iniziamo: le castagne. Si bastano solo loro per completare il lavoro. Proviamo a prepararle con 1 kg, solitamente il costo si aggira sotto i 5 euro.

Passiamo ora al procedimento vero e proprio. Procurate le castagne, se sono tutte della stessa dimensione, più o meno, controlliamole scartando quelle non integre. Se sono bucate, macchiate o hanno dei difetti eliminatele a prescindere per evitare brutte sorprese dopo la cottura. Intacchiamole una ad una con un taglio laterale e lasciamole ammollo per almeno due ore in una ciotola con dell’acqua. Il taglio è importante per evitare che durante la cottura il guscio si gonfi e schoppi per il calore. Non è importante come lo fate, è importante farlo.

Scoliamole, asciughiamole per bene con un panno e passiamo alla cottura nell’apposita padella. 

Volete ottenere delle caldarroste come quelle di una volta? Vi diamo un consiglio. Durante la cottura bagnate della carta (tipo quella dei quotidiani) ricopriteci le castangne mentre cuociono e bagnatelo spesso, evitando di farlo asciugare, altrimenti si incendierà. Questo trucchetto permetterà alle castagne in cottura di trattenere parte della loro umidità e risulteranno più morbide. 

Per far si che le caldarroste si sbuccino facilmente avvolgetele in un panno umido quando sono ancora calde e attendete pochi minuti!

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Lasciamole in cottura per una mezz’ora girandole molt spesso. La distribuzione della fiamma sottostante è importante. Infatti, se il fuoco si localizza troppo in una sola zona, rischiamo che alcune castagne si bruciano mentre altre restano crude. Una tecnica per cuocerle al meglio è tenere leggermente sollevata la padella dalla fiamma e rigirarle davvero molto spesso, in  modo da uniformare la cottura.

Ottenuta una cottura omogena togliamole dalla padella e inseriamole in un contenitore traspirante, possiamo servirle, attenzione che la temperatura sia calata, l’ustione è dietro l’angolo.

Per aggiungere della fantasia possiamo servire le caldarroste del cilento in “cuoppi” ovvero coni di carta molto divertenti e particolari.

E’ un piatto da mangiare caldo. Non vale la pena conservarle: infatti quando sono calde è semplice spellarle e mangiarle, fredde, oltre a perdere il gusto, avremo difficoltà anche ad ottenere il prodotto da mangiare.

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